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Già nel 1867 vari Monsignori s'erano scandalizzati nell'apprendere che egli mandava i suoi preti e i suoi chierici a laurearsi in belle lettere, in filosofia e in matematica alla Regia Università, per dedicarli poi all'insegnamento; ed egli, esposte le ragioni per cui riteneva necessario di procedere a quel modo, li aveva esortati a fare altrettanto, per veder abilitati all'insegnamento il maggior numero di ecclesiastici, e così non costringere tutta la gioventù a frequentare le pubbliche scuole.
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