Parola «Rosminiane» [ Frequenza = 8 ]


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 12.html
  A012004175 

 Così il professor Allievo, ordinario di Pedagogia nella Regia Università, ricorreva a Milano, perchè a Torino gli tartassavano gli scritti, quando le sue opinioni fossero o sembrassero contrarie alle dottrine rosminiane..


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 13.html
  A013000077 

 aveva scritto: "sono ormai più di vent'anni dacchè faccio insegnare le teorie rosminiane nelle scuole del Seminario, e ne ho veduti i più felici risultati sia dal lato della scienza come da quello della pietà"..

  A013000078 

 Si furono appena assisi, che tosto vennero fuori gli elogi delle dottrine rosminiane.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 15.html
  A015001334 

 - Se la prese pure [212] con la stampa cattolica che combatteva le dottrine rosminiane, usando parole ancor più aspre: - Periodici, giornali, anzi giornalacci che si vantano del titolo di cattolici e sono invece una disgrazia per la Chiesa.

  A015002787 

 Dieci volumi sulla teoria degli Universali stanno ad attestare il suo lungo studio e grande amore per le dottrine rosminiane.

  A015005758 

 5° Con la sana e cattolica filosofia, essendosi esso fatto campione delle teorie Rosminiane, i cui seguaci ho letto io stesso in un giornale liberale professare che avevano una rôcca in Gastaldi Arcivescovo di Torino.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 16.html
  A016007316 

 Gastaldi, entrato nell'Istituto già pienamente convinto delle dottrine Rosminiane, ne fu convinto per tutta la vita.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 19.html
  A019001785 

 E, I° Con la S. Sede rifiutandosi di obbedire e buscandosi sospensioni particolari, non volendo stare a sentenza dei Tribunali di essa, ma consigliandosi e combinando con capimagistrati per reagire a Roma e renderle frustanere; 2° Con veri dettami della Fede, avendo, prima ancora che fosse Vescovo, stampate proposizioni, nelle quali andava d'accordo coi capi – setta: proposizioni confutate in uno degli accennati opuscoli, intitolato Piccolo Saggio sulle dottrine di Mons. Gastaldi, nella parte che è propriamente Saggio; 3° Con la Morale di San Alfonso de' Liguori, che trovava troppo larga, ed in conseguenza distruggendo una delle più belle e pel Piemonte più proficue istituzioni, quale era il Convitto Ecclesiastico per lo studio della Morale, che sbandi i rigori del Giansenismo dal Piemonte stesso, e che era fondazione d'uomini insigni per dottrina e santità, quali furono il Teol. Guala e Don Giuseppe Cafasso; e quindi lo sfratto dato al grande Moralista Teol. G. B. Bertagna, ora Vescovo titolare di Cafarnao; 4° Con gli Ordini e Congregazioni religiose, specie contro i Gesuiti, contro cui, facendo poi esso stesso scuola di Morale ai giovani Sacerdoti, spesso convertiva la scuola in declamazioni contro i Gesuiti stessi, ed avendo in un suo scritto mandato alle stampe asserito che lo stato religioso non era più perfetto del semplice Sacerdozio; specie pure col povero Don Bosco, cui sarebbe troppo lungo dire quanto ha maltrattato, e che aveva il torto di non volersi lasciar distruggere lui e la sua Congregazione; 5° Con la sana e cattolica filosofia, essendosi esso fatto campione delle teorie Rosminiane, i cui seguaci ho letto io stesso in un giornale liberale professare che avevano una rocca in Gastaldi Arcivescovo di Torino; 6° Col suo Clero e coi migliori di esso intimando sospensioni senza numero e per futili motivi; e tra le vittime di sospensioni, anche Don Bosco quanto al ministero delle confessioni; cosa però, di cui non s'era accorto esso ed altri supposero che le sue Patenti di Confessione fossero state, come al solito, regolarmente confermate ad annum; mentre però Don Bosco aveva avuto, come seppi, da lui stesso, da Papa Pio IX facoltà di confessare da per tutto senza limiti di territorii; 7° Per fino coi Vescovi vicini, a cui vietava di venire per funzioni di sua Diocesi [107]; 8° Direi per fino coi Santi, giacchè trattandosi di ristampare per la millesima [406] olta una Laude di Sant'Alfonso, perché volendone permettere la ristampa senza una variante da esso voluta, ed osservandogli il tipografo od altri che quella Laude era oramai antica, perché alcuno aveva mai avuto a vedervi nulla che non andasse bene, esso gli soggiunse: Sant'Alfonso era Vescovo, ed io sono Arcivescovo, e voglio così!; 9° Col Capitolo Metropolitano.





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